L'incantatore di serpenti
Laboratorio dedicato al respiro e agli strumenti a fiato, pensato come un'esperienza di ascolto, presenza e trasformazione percettiva. Il soffio sonoro attraversa il corpo, lo apre, lo modella, lo rende più disponibile a una relazione diversa con se stessi e con il mondo circostante.
Come si svolge
Il laboratorio si sviluppa come un percorso guidato in cui il respiro, il suono e l'attenzione vengono messi in relazione attraverso l'uso di strumenti a fiato di forme e timbri diversi.
Suggestioni, pratiche respiratorie e produzione sonora accompagnano i partecipanti verso un ascolto più sottile e una percezione più ampia.
L'atto del soffiare e del suonare non viene inteso come semplice tecnica, ma come pratica di attenzione. Il respiro orienta il suono e, allo stesso tempo, orienta la presenza di chi lo produce.
In questo processo, il gesto del suonare può diventare simile a quello evocato dal titolo del workshop: non un dominio forzato, ma una forma di contemplazione attiva, capace di guidare la percezione verso uno stato più disteso, ricettivo e aperto.
Come partecipa il pubblico
Chi partecipa entra direttamente nell'esperienza attraverso il respiro, il corpo e la produzione del suono.
Il laboratorio invita a usare il soffio non solo per far emergere un suono, ma per modificare il proprio modo di stare nell'ascolto e nella relazione con lo spazio.
Non è richiesto eseguire qualcosa in modo corretto o performativo. Ciò che conta è la disponibilità a lasciarsi guidare, a sperimentare, ad ascoltare come il respiro possa incidere sulla percezione e aprire nuove possibilità di presenza.
A chi si rivolge
L'incantatore di serpenti è aperto a tutte le persone interessate a esplorare il rapporto tra respiro, suono e percezione. Non sono richieste competenze musicali di base.
Chi possiede uno strumento a fiato può portarlo, segnalandolo in anticipo. Per chi non ne ha uno, saranno disponibili strumenti semplici e adatti all'esperienza.
In relazione al festival
All'interno di Passaggi Sonori, L'incantatore di serpenti si inserisce come esperienza di apertura percettiva e di ricerca sul suono inteso come pratica di attenzione. Il workshop può accompagnare altre esperienze del festival e offrire anche a musicisti e musiciste l'occasione di confrontarsi con un modo diverso di concepire l'atto del suonare.
Per saperne di più
L'esperienza è guidata da Leonardo Rosselli.